Trentino

Il lato sconosciuto del Trentino
Blumen zwischen den Rebbergen auf dem Weingut Foradori im Trentino

Il lato sconosciuto del Trentino

Chi lo avrebbe mai detto? In Trentino, questa piccola regione nel nord dell’Italia, è possibile gustare da briosi spumanti a leggendari blend di Bordeaux, fino a vini prodotti con l’uva autoctona Teroldego.

Il Trentino è la parte meridionale della regione Trentino-Alto Adige. A nord troviamo l’Alto Adige o Sud Tirolo, dove viene parlato prevalentemente tedesco. In Trentino invece la lingua più diffusa è l’italiano. La Val d’Adige, o Etsch Tal in tedesco, si estende su entrambe le zone verso le Alpi e l’Austria.

Sebbene la regione vinicola del Trentino sia caratterizzata da vette mozzafiato, non si può parlare di «cool climate» vero e proprio. Le vallate protette si scaldano in estate, mentre i pendii rimangono generalmente freschi. Di conseguenza anche le varietà di vitigni sono tante quanto i microclimi. Su 10.000 ettari di zone coltivate a vite crescono perlopiù varietà internazionali come Chardonnay, Pinot grigio e Müller-Thurgau. San Leonardo produce un blend bordolese di prima qualità di Cabernet Sauvignon, Merlot e Carmenère, e lo fa fin dai lontani anni ’80. A fare compagnia alle uve venute dall’estero ci pensano varietà autoctone come il Nosiola, con un profilo minerale e sentori di mandorla, e il Marzemino, un’uva a bacca rossa carica e floreale.

Il Trentino è rinomato anche per le sue bollicine. Il viticoltore Giulio Ferrari introdusse, oltre cent’anni fa il metodo champenoise nella regione. Oggi, con la denominazione Trentodoc offre degli spumanti rivitalizzanti a base di Chardonnay e Pinot noir.

La rinascita del Teroldego

Una specialità della Piana Rotaliana è l’uva Teroldego. In passato veniva considerata poco raffinata, per via della sua acidità astringente e un retrogusto amaro. Ma poi è arrivata la Famiglia Foradori. Era certa che l’uva Teroldego avesse molto di più da offrire e adottò il metodo biodinamico nei suoi vitigni. Si limitò la resa, raccogliendo solamente i grappoli pienamente maturi. I vini rossi Foradori si distinguono per succosità e smalto. Inoltre, affinano alcuni vini in anfora. Questo non è previsto dal regolamento della doc, per questo motivo la famiglia continua a vendere il vino con la denominazione igt.

Il Trentino è rinomato anche per le sue bollicine. Il viticoltore Giulio Ferrari introdusse, oltre cent’anni fa il metodo champenoise nella regione. Oggi con la denominazione Trentodoc offre degli spumanti rivitalizzanti a base di Chardonnay e Pinot noir.

Vette mozzafiato e alberi di limone in fiore

Trento o Trient, il capoluogo del Trentino, ha un fascino unico con il suo mix di cultura austriaca e italiana e le sue costruzioni barocche e rinascimentali intervallate da monumenti in stile romanico. Già Goethe restò colpito dal paesaggio di questa regione dove i vigneti si estendono a nord fino a 1000 metri di altitudine e a sud fioriscono accanto agli alberi di limone sul lago di Garda.

Il Trentino in passato non era una zona ricca ed è spesso rimasto nell’ombra del più benestante Sud Tirolo. Questo ha lasciato tracce anche nella cucina. Un menu senza cavolo e patate sarebbe del tutto impensabile: sotto forma di gnocchi e crauti in salamoia fatti in casa sono una vera delizia. Ma la cucina trentina ha qualcosa in serbo anche per i palati più fini. Dal 1550 in città si riuniva il Consiglio ecumenico. E gli ecclesiastici avevano dei gusti raffinati. Per questo motivo fino ai giorni nostri è sopravvissuta la ricetta del pollo ripieno alla trentina, con una preziosa farcitura di fegato, pinoli, pane e uova.

doc in Trentino

Südtiroler, Casteller, Kalterer See, Teroldego Rotaliano, Trentino, Trento, Etschtaler e Valdadige Terradeiforti

I principali produttori

Cavit, Foradori, Ferrari, Conti Bossi Fedrigotti, Pojer & Sandri, Roberto Zeni, San Leonardo